mercoledì 19 gennaio 2011

[ Insomnia ]

Cosa è che mi fa stare qui alle 3:30 di mattina quando tra circa 4 ore devo essere fuori di casa? Insomnia. Notti intere tra incubi e deliri, rigirandomi tra le lenzuola senza riuscire a trovare pace. Troppi pensieri, troppe preoccupazioni, troppe domande affollano la mia mente: deliro tra i "perchè?", giovani donne dalla lunga chioma dorata sono le protagoniste di incubi buii e angoscianti. Il perfetto palcoscenico di questa vita stile film Horror, nella quale sto facendo da spettatrice da ormai troppo tempo. Continuo a stare seduta in riva al fiume della vita dove si dice che prima o dopo si potranno osservare i cadaveri dei propri nemici essere portati via dalla corrente. Ebbene, io vedo solo anime disperate alla quale non riesco ad evitare di tendere la mano ed ogni qual volta io gli tenda la mano, loro si ritrovano salve sulla terra ferra, mentre io cado in acqua. Non So Nuotare. Inesorabilmente affondo, l'acqua mi entra dalle narici e dalla bocca mentre cerco disperatamente di chiamare aiuto. Invano. L'acqua continua ad entrare. Nessuno Mi Sente. Sento che sto soffocando, non capisco più nulla. Panic. Perdo i sensi. [ Apatia ] Al mio risveglio tra giunchi e poiane, non sembra esserci anima viva. Un paradiso naturale completamente privo di forme di vita umane, fatta eccezione per una pantera, felino insolitamente a me fedele che mi segue in ogni mia mossa e mi accompagna durante tutto il cammino fuori dalla fitta giungla. [So che non è un umano e quindi neanche può essere un'eccezione, ma i suoi comportamenti sono del tutto simili a quelli di un essere umano, forse anche migliori, per questo la definisco come tale.] Per l'ennesima volta si deve riniziare tutto da capo. Dunque ci si rimbocca le maniche e si procede a passi lenti e cauti, perchè la paura di cadere nuovamente in acque gelide e profonde è troppa. Misantropia. Ed è qui che il regista di questo Horror inserisce l'ennesimo colpo di scena, disarmandomi anche di questo scudo e ponendo sotto i miei piedi un intero ettaro di sabbie mobili. Panic. La Felina Compagna che mi è sempre stata vicina è indifficoltà, affonda li a pochi passi da me, ma non riesco ad aiutarla, non ci arrivo, non posso. Impotenza. Ecco che riappare il palco. Mentre affondo e cerco di afferrare l'unico punto fermo della mia vita per tirarlo in salvo, vedo ombre a due a due apparire sotto luminosi riflettori. Ridono. Sono Felici. Si Amano. Dimenticano. "Ehi mi sentite? Sono qui! Siamo qui!! Per favore...Sono quella che vi ha allungato la mano qualche giorno fa giù al fiume...Ricordate?? Aiutateci!". Nessuna Risposta. Non Mi Sentono. Non Esisto. [Perchè deve pagare anche lei? Almeno salvate la cosa che ho più cara al mondo per dio!!]
Non so se riuscirò mai a recitare anch'io su quel palco, ma spero almeno di arrivare ad una delle poltroncine rosse in platea ed a fine spettacolo alzarmi, battere le mani, prendere un mitra casualmente riposto vicino alle mie gambe, trucidare tutti gli attori, salire fiera sul palco prendendomi il mio minuto di gloria tra i brandelli di carne ancora semoventi e il lago di sangue. Si. Giusto quel minuto mentre cerco la porta delle Quinte. Quando l'avrò trovata la varcherò con decisione sperando di trovare sullo sgabello del regista Asia Argento, per concludere almeno con una bella scopata tutto questo Schifo che chiamano Vita.


P.S. A battere le mani però non ci sarà più nessuno. Non riesco ad evitare di tendere la mano a corpi esamini che scorrono in fiume, ma sicuramente non piangerò vedendo scorrere il sangue di sordi e ciechi. Potrei essere affetta dalla medesima patologia quel giorno.

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